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Qual è il bicchiere giusto?

  •  Altglas


    Tipico bicchiere per birre Kolsch e Alt di dimensioni da 0.20 cl o da 0.30 cl, adatto per gustare il contenuto in poche sorsate senza che la temperatura dell'ambiente possa cambiare le caratteristiche della birra.

  •  Balloon


    Forma a chiudere, per esaltare e concentrare gli aromi; superfice ampia, per favorire lo scambio termico. Per birre da meditazione, alcoliche senza abbondante schiuma come i barleywines.

  •  Boccale tedesco


    Di vetro spesso, per conservare la temperatura della birra. Tradizionalmente utilizzato in Baviera per marzen ed helles.

  •  Calice a chiudere


    Per helles e pils, evidenzia la schiuma ed il perlage nonchè la limpidezza della birra.

  •  Cilindrico (Tumbler)


    Classico bicchiere "del popolo", spartano e robusto in cui venivano bevute le birre antiche come le gueuze belghe o le blanche / wit.

  •  Coppa


    La forma semisferica consente di accogliere una copiosa schiuma  ed esalta  gli  aromi della birra. Adatta per birre complesse come le strong ale belghe.

  •  Flute


    Alto e delicato, questo bicchiere esalta le caratteristiche di birre con poco corpo e decisa carbonazione evidenziandone il perlage. Per birre alla frutta e pils.

  •  Pinta


    Utilizzato per le ale britanniche non esalta la eventuale formazione di schiuma, poco presente negli stili birrari inglesi.

  •  Tulipano


    La bocca svasata favorisce una schiumatura abbondante e la percezione olfattiva. Adatto per birre aromatiche come le ale belghe.

  •  Weizenglas


    Capacità fissa di mezzo litro. Consente di esaltare l'abbondantissima schiuma delle birre weizen ed il perlage causato dalla elevata carbonazione.

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news

Microbirrifici in Italia al 31/12/2018
13/01/2019

Ecco, come ogni anno, la fotografia dei microbirrifici italiani sulla base della banca dati di microbirrifici.org a fine 2018.

Le aziende totali (attive e non attive) listate nel nostro database ammontano a 813 birrifici (sola produzione con, al limite, un "tap" interno)
245 brewpub (produzione e mescita nello stesso luogo)
540 beerfirm (aziende senza impianto proprio)

Evidenziamo che il differenziare tra birrificio con eventuale "tap" interno e brewpub vero e proprio è ovviamente complicato, quindi la nostra suddivisione potrebbe sicuramente essere questionabile; ma è comunque utile per una analisi maggiormente esaustiva.

Il totale complessivo ammonta a 1598 unità. Di queste ci risultano con cessata produzione 227 imprese, quindi le aziende attive sarebbero 1371. Gli impianti operativi (birrifici+brewpub) sarebbero 893.

Il trend del settore è sempre in crescita e anche nel 2018 il numero di aziende attive è stato superiore a quello degli anni precedenti: circa 90 imprese di cui quasi 50 con impianto proprio.



Il tasso di crescita è tuttavia inferiore rispetto il picco registrato nel 2014 quando le nuove realtà di birrifici e brewfirm furono in numero a tre cifre, ma in calo anche nei confronti del triennio successivo. Insomma, il "boom" pare passato, ma il settore è ancora in crescita e probabilmente lo sarà anche nel 2019, considerando inoltre gli sgravi fiscali riguardanti le accise per i microbirrifici che producono meno di 10.000 hl annui.



Analizzando le attività cessate, si evidenzia come il picco di chiusure sia avvenuto nel 2015. Molto probabilmente il dato del 2018 sconta una comprensibile difficoltà nel ricevere da parte nostra notizie in tempi rapidi delle avvenute chiusure. Certamente nei prossimi mesi questo ultimo dato sarà maggiormente attendibile e probabilmente ritoccato lievemente verso l'alto.



Facendo qualche considerazione geografica, riscontriamo che Lombardia (272 aziende) rimane la capofila del fenomeno, con a ruota Veneto (140), Piemonte (137 aziende), Toscana (121), Emilia Romagna (119) e Lazio (111).





Questi i freddi dati numerici. Rispetto al nostro essere osservatorio privilegiato del settore, possiamo tuttavia aggiungere qualche considerazione ulteriore, suffragata però solo da stime e non da numeri immediatamente riscontrabili:
1) le imprese cercano di affermarsi, anche in considerazione delle problematiche distributive, cercando di accorciare la filiera di vendita con la trasformazione in brewpub, l'apertura di tap room e pub a marchio proprio, anche unendo le forze con altri birrifici;
2) le aperture sono in calo, ma mediamente le capacità produttive delle nuove imprese risultano in crescita: in un contesto di elevato tasso di concorrenza, la "micro impresa" è sicuramente sfavorita e i nuovi competitor puntano a numeri più elevati per sfruttare economie di scala nella produzione e nella distribuzione.

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