L’inarrestabile trend dei microbirrifici

The Foolminati (produzione sospesa)

Inarrestabile. Questo è il trend di 15 anni di aperture di microbirrifici in Italia. Dai precursori ad oggi, oltre 200 tra brewpub e microbirrifici hanno aperto i battenti lanciandosi nella produzione di birra artigianale. Escludendo quelli che nel frattempo hanno chiuso o sospeso la produzione, al momento risultano attivi 175 birrifici ( 114 al nord Italia, 29 al centro e 32 al sud).

Il grafico riassuntivo seguente fotografa l’anno di apertura dei birrifici attualmente in attività. Il dato del 2007 è ovviamente parziale e ci risultano almeno altri 4 birrifici in apertura entro l’anno.

Il totale della produzione di questi 175 birrifici conta poco meno dell’1% del totale nazionale ma il trend è in costante crescita mentre il consumo  di birra "industriale" rimane più o meno costante, pur partendo da livelli molto bassi rispetto agli altri paesi auropei.

Queste le nude cifre. Ma ci sono dati che non possono ovviamente rientrare nelle statistiche e che invece possono essere colti solo come semplice "impressione" da chi è avvezzo da anni a questo mondo artigianale.

Il primo dato è la differenza di impostazioni e motivazioni di chi apre un nuovo birrificio: dopo la fase pionieristica della seconda metà degli anni ’90 in cui la qualità del prodotto birra era centrale nel progetto imprenditoriale, si è vista una fase "alla moda" con diversi locali impostati per il semplice "business" in cui la preparazione del birraio e la qualità del prodotto rimanevano in secondo piano.
Oggi questa fase sembra esaurita e moltissimi dei nuovi imprenditori birrari arrivano da studi approfonditi di produzione e anni di homebrewing, garantendo al brewpub / microbirrificio una filosofia di alta qualità della birra necessaria per un progetto di lungo periodo.

Il secondo importante aspetto è la qualità media delle produzioni attuali rispetto a qualche anno fa, quando a fronte di 4/5 ottimi birrifici vi erano ampie fasce di mediocrità (se non peggio…). Oggi il numero di birre degne di rientrare nell’olimpo mondiale delle produzioni brassicole sono numerose, facendo dell’Italia – a mio parere – il terzo più importante paese birrario dopo Stati Uniti e Belgio per qualità, originalità, varietà.

Certo non sono solo rose e fiori, ci sarebbe da discutere sui costi dei prodotti italiani rispetto a quelli di altri paesi (che ritengo imputabili più a una delirante burocrazia italiana del fare impresa rispetto alla volontà di alti margini di profitto di produttori, distributori ed esercenti)  ma sarebbe un discorso lungo…

Davide Bertinotti

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Birrificio: Bertona
Un birrificifio a caso
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